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Apr052018

Brescia laboratorio dell’Italia contemporanea.

Brescia

Brescia è una città di grandi, silenziose, complicate tradizioni. Una città, si è detto, che sembra un cantone svizzero tanto appare gelosa della sua autonomia e orgogliosa del suo successo economico e del suo potere finanziario e che però, più di ogni altra in Lombardia, naturalmente dopo Milano, ha contribuito a costruire l’immagine vincente di una regione che ha guidato il processo di sviluppo dell’Italia per larga parte del ’900.

 

Questa particolare percezione della propria identità da parte dei bresciani ha profonde radici storiche perché non si cancellano facilmente tre secoli e mezzo di appartenenza alla Serenissima Repubblica di Venezia. Ma ha anche forti motivazioni contemporanee: oggi Brescia è tentata di fare storia a sé in un’Italia che non è riuscita a unificare il Nord e il Sud in un suo originale modello economico. È una città ricca che non ama né l’ostentazione né l’opulenza. Ha fatto il pieno nel tempo del tondino, ha una tradizione di buona cultura amministrativa e una naturale forte propensione al risparmio. Il suo oggi è un capitalismo liquido che non ha ancora deciso come investire cosa farsene dei molti soldi che si è guadagnato nel periodo eroico della prima tosta rivoluzione industriale. Forse per questo ogni volta che si parla di qualche grande scalata finanziaria ci si chiede cosa faranno i bresciani. E non si sa mai se si parla del grande potere bancario, tanto discreto quanto concreto, o dell’esuberanza non sempre contenibile dei finanzieri mordi e fuggi che sono una componente non proprio insignificante dell’economia moderna.

 

La gestione del plusvalore a Brescia propone dunque due diversi itinerari a seconda che le casseforti così ben presidiate si aprano o no alle nuove sfide della società postindustriale per cui l’Italia è particolarmente predisposta e attrezzata. Forse anche per questo oggi possiamo guardare alla Leonessa come a uno dei più interessanti laboratori dell’Italia contemporanea. I furbetti del quartiere (che anche da queste parti germogliano) vivono una stagione sola. Resta sul terreno un’unica opzione: la sfida di un’Italia che ha idee, risorse e un patrimonio culturale da rendere città come Brescia un luogo ad alto tasso di sperimentazione dei nuovi modi di fare impresa in cui si mescolano e si misurano le esperienze più significative del nostro tempo e nei quali comunque si decide il suo e il nostro futuro.