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Apr052018

Ferrara: La prima città moderna europea.

Ferrara

A proposito di Ferrara, Bruno Zevi, geniale critico dell’architettura del nostro tempo, ha parlato di “fascino divorante”. Forse non si poteva esprimere con maggiore efficacia la sensazione che si prova di fronte alla combinazione di equilibrio architettonico e di dinamismo urbanistico che fa di questa città in sé e per sé un’opera d’arte: una “creazione cosciente”, per dirla con il grande storico dell’arte Jacob Burckhardt, che non esitò a definirla la “prima città moderna europea”.

 

Ferrara è una città modello che sbaglieremmo a definire tout court rinascimentale. Il Rinascimento è certo la fase storica in cui meglio e di più Ferrara risplende nel panorama europeo, ma forse, e senza forse, in nessun altro luogo cultura e civiltà scivolano l’una nell’altra come accade a Ferrara tra Medioevo e Rinascimento. Ma il Rinascimento s’impenna: è epopea grazie ad un concorso di narrazioni di gesta creative, cullate da un potere spregiudicato e sapiente (gli Este fondano una cultura politica degna di una città-stato) che la spingono, addizione dopo addizione, a dar vita ad un disegno urbanistico sorprendentemente innovativo. E definitivamente conchiuso. Tanto da apparirci ancora oggi, e oggi più che mai, una città in grado di vivere bene e in armonia con un ambiente certo fertile e ricco di acque ma impegnativo e difficile.

 

Il fascino divorante di cui parlava Zevi è insieme una sollecitazione e una sfida a una visita né distratta, né superficiale. E, comunque, invita a capire il merito di una dinastia di prìncipi illuminati, quegli Estensi che, grazie a un grande pedagogo Guarino Veronese, seppe formarsi e affermarsi come classe politica e con un’idea forte e moderna dello Stato. Tutto questo poté fare di Ferrara, questo sì specialmente nel Rinascimento ma una volta per sempre, una straordinaria capitale della cultura europea.